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Nostalgiadellombra_cover-SITO

Cresciuto nella città di Nuevo Laredo e formatosi grazie a un tortuoso apprendistato fatto di disparati mestieri, inclusi il promotore di carte credito e il rottamaio, Eduardo Antonio Parra è un capofila della literatura norteña, ossia di quel mondo messicano segnato da un paesaggio e un clima particolari, ma soprattutto dalla vicinanza al confine statunitense che ne fa una terra di mezzo e di nessuno, un luogo di violenza e disperazione a ridosso di un sogno, di un muro proibito che tutti vogliono oltrepassare. Nostalgia dell’ombra è il suo romanzo d’esordio nonché il primo a essere tradotto in Italia. Ha per protagonista una persona qualunque, un uomo quasi normale con moglie e bambini, che giunge a scoprire un’inclinazione all’omicidio e ne ricava una professione. Il racconto, condotto attraverso lo sguardo allucinato del killer, alterna due tempi: un passato dai contorni lontani in cui l’uomo non aveva ancora imparato a uccidere e un presente di abiezioni, un piano inclinato in fondo al quale c’è la notte più nera, la trasformazione dell’essere umano in una bestia. Nel passato, l’uomo è Bernardo, giornalista di Monterrey, che giunge a scoprire, in circostanze da incubo, il piacere di uccidere. Con l”agnizione assumerà un nome nuovo o meglio un soprannome, el Chato. Si legherà ai paria del Messico, dimorerà assieme ad altri barboni in una discarica; quindi si sposterà verso la frontiera con gli Stati Uniti per finire rinchiuso nelle patrie e infernali galere. Un thriller inconsueto, ritratto intimo di un assassino, specchio di un mondo a un passo dall’abisso.

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